ALIMENTA

COMMENTARIO TECNICO-GIURIDICO DELLA PRODUZIONE AGRO-ALIMENTARE

Anno XXVI n. 3 Marzo 2018 Mensile

 

LA NUTELLA
Amarcord di un successo degenere

di Antonio Neri

"Quando l'impasto si freddò Pietro Ferrero chiamò la moglie e glielo fece assaggiare . Per me è buono, sentenziò la signora Piera che era golosa e di cioccolato non si stancava mai. Papà è squisito confermò il figlio Michele  schioccando la lingua". *
Siamo fine '45 o primi '46. Nasceva la "pasta gianduia": massima parte di nocciole tostate in polvere (che allora costavano pochissimo) in sostituzione del cacao (allora introvabile) e burro di cocco. Il fratello Giovanni (più giovane di Pietro che divenne socio nel maggio '46 ) ne intuì subito il potenziale valore commerciale e battezzò la pasta con il nome di Giandujot . Venduta a pezzi da chilo avvolti in carta stagnola al prezzo di 600 lire sparì in un amen dai banconi. Giandujot sarà anche il nome della pasta di piccolo formato triangolare che conquistò l'Italia intera. Distribuito dai camioncini Ferrero ("sono stato il primo e resto il migliore" lo slogan a grandi lettere sulle fiancate dei camioncini).Un parco automezzi che negli anni '60 salirà a duemila unità secondo solo a quello dell'esercito. Giandujot è l'altra grande intuizione di  Giovanni che sa che non c'è famiglia italiana, appena uscita dalle ristrettezze della guerra,  che non sia disposta a gratificare i pargoli con un dolcetto offerto a un prezzo minimo. Ma è ancora alla fantasia creatrice di Pietro che si deve una "supercrema" da spalmare sul pane, la versione semiliquida della "pasta Giandujot" progenitrice della "nostra"  NUTELLA.

"La fabbrica che stava crescendo sotto la spinta di Pietro Ferrero minacciò di essere travolta dal nubifragio del 4 settembre 1948, un autentico tornado di cui – scrisse la Gazzetta d'Alba – non si ricorda l'eguale a memoria d'uomo. La rapidità con cui Pietro Ferrero rimise in piedi lo stabilimento straziato dall'alluvione, rivela la stoffa dell'uomo: forte, coraggioso, instancabile. Ma lui si schermiva: "Diciamo grazie agli operai. Senza di loro che cosa avremmo potuto fare?". Pietro Ferrero era fatto così: generoso, semplice, preoccupato di non apparire più degli altri. E di gran cuore. Aveva sempre le tasche piene di biglietti da mille. Se non poteva dar lavoro ai disoccupati (a volte arrivavano dal Sud interi gruppi familiari  che non era umanamente possibile sistemare subito e tutti) distribuiva danaro.*  
Ma il gran cuore non regge alle fatiche e agli affanni dell'alluvione. Muore d'infarto il 2 marzo 1949.   Il fratello Giovanni "che gli operai chiamavano scherzosamente Eisenhower"* muore anch'egli stroncato da infarto a 52 anni. Il moloc delle umane imprese ha preteso il suo spietato tributo di vite sacrificali. La guida dell'azienda va a Michele il figlio di Pietro che a 24 anni condivide il potere con lo zio Giovanni che lo lasciò solo, come si è visto, dopo otto anni.  Fu una condivisione di poteri qualche volta contrastata ma gratificante per il nipote che ebbe l'investitura dallo zio quel giorno che fu sancito il successo della prima creazione di Michele con un ordine telefonico di 20 chili di "Sultanino". Fu la sua prima creazione ma si può dire che dal 1950 negli anni a seguire non c'è prodotto uscito dallo stabilimento di Alba che non abbia l'impronta inventiva di Michele Ferrero. Che dava impulso alla innovazione di prodotti e alla ricerche di mercato, ai problemi del Mec (come si definiva al tempo) con attenzione massima ai prodotti della concorrenza anche stranieri. "Si deve pur tenere dietro ai tempi" diceva. Fino alla sua scomparsa a 89 anni ucciso dalla dolorosa perdita del primogenito Pietro nel 2011. Quando il destino bara giocando contro Natura non si può sopravvivere ai figli. Succede il secondogenito Giovanni che si rivela all'altezza delle virtù famigliari dandone prova con le recenti acquisizioni che collocano la Ferrero a condividere l'apice della produzione mondiale dolciaria insieme a colossi come Mars e Nestlé.
Già, si deve pur tenere dietro ai tempi.
E i tempi cambiano. Concetto tremendo se lo trasferisci nella dimensione del grande business dove prevale la mozione del risultato economico- finanziario. Dove se non progredisci fatalmente regredisci. Ma questo, Giovanni ha dimostrato di saperlo come dimostrano i suoi recenti straordinari successi. Concetto semplice se lo applichi ai risultati delle ricerche di mercato che  ti dicono che i gusti e le esigenze dei consumatori non sono più quelli del secolo trascorso come ho già scritto nei miei editoriali dei primi due numeri  di ALIMENTA di quest'anno dedicati ai free- from foods e al claim "senza olio di palma". In questo contesto di fatti e fenomeni sociali la corte dirigenziale Ferrero si muove male. Non rende un buon servizio all'azienda.
Non lo rende il product manager di NUTELLA con la strategia comunicativa che identifica NUTELLA con l'olio di palma nella sconsiderata convinzione che difendendo questo massivo  (anzi sostanziale)  ingrediente protegge il prodotto.  Non lo rende il marketing director che tace la evidente realtà di  NUTELLA collocata in fondo alla scala dei valori qualitativi che classifica invece ai piani alti  (per ricchezza e nobiltà di ingredienti) le creme spalmabili concorrenti (che del claim "senza olio di palma"  fanno blasone).
Circostanza questa che lo lascia indifferente, forte del fatturato che oppone al  research and development  invano desideroso di mutare in meglio la formulazione. Non lo rende il legal manager  che nulla oppone alla pietosa astuzia di contraffare la denominazione di vendita "crema al cacao" omettendone la qualifica di  "magro". Non lo rende la lobby  a Bruxelles con  il condiscendente intervento al Parlamento europeo di due parlamentari (due carneadi italiani) con la proposta di abolizione dei free-from foods così da eliminare, in modo totalitario, l'odiato claim "senza olio di palma".  Smaccata iniziativa a favore di un  interesse particolare a disfavore dell'interesse dei consumatori. Che non produrrà effetto (almeno immediato,  lunga è la strada per un  eventuale emendamento al "Food Information Regulation" 1169/11) sicché gli entusiastici comunicati passati alle agenzie di stampa (la NUTELLA è salva!) hanno tutto il sapore delle fake news.
Ma si tratta di "Scherzucci di dozzina", a confronto delle azioni legali promosse in Belgio contro il gruppo DELHAIZE colpevole di certificare la sua crema spalmabile "senza olio di palma". Favorevole alla  FERRERO la sentenza della Corte d'Appello del Tribunale di Bruxelles in riforma dell'appellata sentenza di primo grado che invece assolveva il convenuto.  Inspiegabile la conclusione  che sarebbe utile sapere come motivata. Imperscrutabile la segretezza che  protegge entrambe le sentenze alla vista dell'interesse generale di avere cognizione ampia e approfondita sul preteso rapporto fra il contestato claim e  la concorrenza sleale. Sicché ci tocca vivere in ansiosa attesa di altre azioni giudiziarie nei confronti delle creme italiane concorrenti (ormai presenti  in nutrita schiera).
"Ma si deve pur tener dietro ai tempi". Mi  piace interpretarlo non come linea di condotta mercantile (almeno non solo) ma come monito alla massima reverenza che si deve al consumatore. Cambiano i tempi ma il monito è ancora valido. Perché  è quello della Famiglia di cui la FERRERO S.p.A. appare dimentica. 
Prima la qualità, il profitto seguirà

* Il virgolettato è un conveniente obbligo riferibile ad una documentata fonte

Antonio Neri

 

E ancora

-- SANO COME UN PESCE. SICURO? Michele Amorena* e Claudio Mucciolo** - * Prof. Ordinario Facoltà di Bioscienze e tecnologie Agroalimentare e Ambientale - Università degli Studi di Teramo;** Medico Veterinario Dipartimento di Prevenzione area SUD, Servizio igiene degli alimenti di o.a. ASL di Salerno. La prevenzione è pilastro della salute; l'alimentazione ne fa parte. Questa triade Ambiente, Alimento e Salute inscindibile non è corretta essa va ridefinita. Fu Galileo Galilei (1564 -1642) ad utilizzarle in termini scientifici "Ambiente" indicandolo come "lo spazio entro cui si trova una persona o un oggetto". Il Metodo Galileiano (metodo scientifico) ha posto l'uomo fuori dall'ambiente, esso è visto come un osservatore. La scienza è concentrata sulla ricerca di un ordine oggettivo costituito da un insieme di relazioni tra fatti, legati fra loro da cause ed effetti; l'interpretazione dei fenomeni osservabili è basato sull'impiego di metodologie matematiche, analitiche e riproducibili. Nel 2011 sono stati attivati Piani di monitoraggio in materia di controlli sulla contaminazione ambientale che prevedevano un - Piano nazionale di monitoraggio dei contaminanti ambientali in alimenti di origine animale prodotti nei Siti di Interesse Nazionale e un  - Progetto interregionale "Piano nazionale di monitoraggio per la ricerca delle diossine negli alimenti di origine animale" - Programma di monitoraggio delle specie che rappresentano la maggior parte del pescato nazionale.

- ETICHETTATURA DEGLI ALIMENTI: ASPETTI SANITARI E SANZIONATORI - Alfredo Rossi – Veterinario dirigente ASL di Benevento – docente a c. Università di Napoli Federico II. SOMMARIO: 1. Introduzione 2. Informazione e sicurezza alimentare 3. Sostanze che provocano allergie o intolleranze 4. Controllo ufficiale dell'Autorità competente 5. Abrogazioni

GIURISPRUDENZA
Cass. Pen. Sez. IV - Sent. n. 47065; ud. 21.09.2016; Pres. D'Isa; Rel. Cenci; ric. Mezza. Olio di semi colorato commercializzato come olio extra vergine d'oliva. Contraffazione con marchi inesistenti. Ipotesi delittuosa associazione per delinquere. Ricorre. Sentenza impugnata annullata con rinvio.

LETTERE AL DIRETTORE
TRA CONGELATO E SURGELATO

COMUNICATI STAMPA
- FEDERBIO. Prodotti Bio, alleanza sulla formazione e competenze certificate. Siglato l'accordo fra CEPAS e FEDERBIO
- ANTICIMEX. Focus di Anticimex sull'industria alimentare